|
Toquinho, impegnato in Brasile alla realizzazione di una importantissima opera discografica,è disponibile per eventi e festival anche per la stagione 2011 in Italia e in Europa sempre con la sua band storica, composta da Silvia Goes al piano, Pepa D’Elia alla batteria e Ivani Sabino al basso. Nella sua quarantennale carriera, l’artista ha sfornato dischi bellissimi e preziosi, cantando, creando e suonando con tutti i maggiori artisti brasiliani, da Maria Bethania, voce illustre del Tropicalismo, nonché sorella di Caetano Veloso, a Vinicius De Moraes, dal quale trae ispirazione per la raffinatezza assoluta, l’amore per la poesia e la capacità di trasmettere emozioni forti. Proprio insieme a Vinicius De Moraes e alla nostra Ornella Vanoni, nel 1976, realizzò uno dei dischi più raffinati del pop italiano: La Voglia, La Pazzia, L'incoscienza, L'Allegria.
Toquinho ormai da anni è entrato di diritto nella storia della musica popolare, brasiliana e non solo. Con un semplice arpeggio di chitarra acustica ed un soffio di voce ispirata, Toquinho affonda saldamente le sue radici in quella terra fertilissima di suoni e di ritmi che è il Brasile, ma nel suo “acquerello” musicale vi è anche qualcosa in più: il suo stile riesce infatti ad integrare atmosfere quasi pop con un leggero gusto di jazz, ingredienti semplici che rendono le sue composizioni ancora più godibili al grande pubblico.
Antonio Pecci Filho, in arte Toquinho, nasce a San Paolo nel 1946. A 14 anni inizia a studiare chitarra con Paulinho Nogueira, il suo primo maestro. Nel Brasile degli anni Sessanta, caratterizzato da ansie di crescita e forte creatività, la musica diventa un mezzo di comunicazione ma anche di trasgressione.
È in quel periodo che esplodono talenti come Elis Regina, Tom Jobim, João Gilberto, Baden Powell, Vinicius de Moraes, Marcos Valle, Chico Buarque. Toquinho si inserisce in questo circuito di artisti partecipando a numerosi concerti nel Teatro Paramount di San Paolo.
La solida amicizia fra Toquinho e Chico Buarque nasce dalla composizione a quattro mani della canzone “Lua Cheia” che per Toquinho segna il debutto discografico. Nel maggio 1969, invitato dall’amico Chico, Toquinho realizza la sua prima lunga tournée italiana, collaborando con Sergio Endrigo e Giuseppe Ungaretti al disco “La Vita, amico, è l’arte dell'incontro” ispirato a Vinicius de Moraes.
Proprio Vinicius lo invita, nel 1970, ad accompagnarlo con Maria Creuza in una serie di concerti: dall’incontro nasce una straordinaria collaborazione artistica ed umana fra il più grande poeta “diplomatico” brasiliano ed il “giovane musicista” che, oltre a saper tocar, compone con ottimo gusto. Vinicius e Toquinho firmeranno insieme, in dieci anni di collaborazione, centoventi canzoni in venticinque dischi e terranno quasi mille concerti. L’album “La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria” (1976), registrato in Italia insieme ad Ornella Vanoni, é una testimonianza diretta della vivacità artistica di quegli anni.
Più di recente, Toquinho ha registrato un cd con la grande Orchestra Jazz Sinfonica di San Paolo, quindi si è riproposto sul prestigioso palco del Caneçao di Rio de Janeiro - molti anni dopo la serata storica con Jobim, Moraes e Miucha - facendo registrare ancora il tutto esaurito.
Per i suoi primi quarant’anni di carriera ha pubblicato un disco tributo alla Bossa Nova, genere di cui è innamorato da sempre.
|
|